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Claudio Fazzino

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"...per poter scrivere un solo verso si devono vedere molte città, uomini e cose... si deve poter ripensare a sentieri in regioni sconosciute, a separazioni inaspettate e ad incontri che vengono da lontano..." R.M.Rilke

Notti d'inchiostro

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April 25

Trasferimento - Arrivederci Ghismou...

Aria di cambiamenti....Già da un po di tempo mi sono trasferito su un 'altra piattaforma. Speravo di poter abbellire il sito ma non è roba per me.

E' tempo che Ghismou si prenda una pausa da tutto questo, non ci sono altre parole o altre storie che lui possa raccontare, non in questo momento, forse un giorno...chissà...
Per ora lascio le redini del mio cuore e di ciò che resta della mia fantasia a...Belial.


http://lanottedibelial.splinder.com/


La notte d'inchiostro è momentaneamente finita. Queste pagine resteranno per ricordarmi quello che sono stato e quello che posso diventare.

A presto.

Ghismou

February 15

Nuvola d'Autunno

Ho trovato questa 'canzone' o poesia tra vecchi fogli, non la ricordavo più, eppure non ha smesso di avere un senso importante. ho semplicemente pensato di postarla. Merita un posto tra i miei pensieri...

Nuvola d'Autunno

Nuvola d'Autunno passi su di me
e le tue lacrime diventano le mie,
sulle labbra hanno il sapore di un perché,
velano gli occhi ricoperti di bugie.
Nuvola d'Autunno lasci un temporale,
porti il tuono che ora dentro esplode
illuminando ciò che c'è di male
nel mio cuore che l'anima non vede.
Adesso piango su questo foglio
le mie lacrime si fanno inchiostro e poesia.
Io, di una nuvola autunnale figlio,
caduto in questo mondo pieno di follia.
Pieno di vie che non sai mai quale scegliere
ma il destino ti trascina sempre via,
e resti lì indeciso a vivere,
e quando hai scelto ti han già portato via.
Ma è forse Dio che vuole il meglio per noi
ma si può non condividere
le scelte che ha fatto lui.
Ma tanto è lo stesso, bisogna insistere
e almeno provare a cambiare
spostare la nuvola con un soffio di libertà
che le nostre anime umide possa asciugare.
E che sia bello o no che importa?
Tanto Dio ci insegna anche questo,
a lasciare la porta del cuore aperta,
ad amare il giusto ed il disonesto.
Ma è una nuvola d'Autunno che non so spostare
non ci riesco con la fede né con l'amore,
resta una nuvola pesante di dispiacere
che con la sua pioggia mi annega il cuore.
E resto qui a guardare sulla testa,
questa nuvola che porta una tempesta.
ma sono stanco di subire questo mio cuore,
afferrerò il nuovo tuono e sarò in grado di cambiare,
saprò ricacciare indietro l'onda e non mi farò affondare.
E le mie lacrime saranno le tue
nuvola d'Autunno adesso so che
mi son detto troppe bugie...
so che posso farcela da me...

Io posso farcela da me...

February 14

Quel mondo lontano


"...Il mostro ha paura...
...Vorrebbe farsi un letargo e prova a chiudere gli occhi,
ma lui sa che il letargo viene solo d'Inverno.
Riapre gli occhi sul mondo, questo mondo di mostri
che hanno solo due zampe, ma sono molto più mostri.
E resta solo una cosa, chiamare il suo mondo lontano,
lo fa con tutto il suo fiato, ma sempre più piano..."

                                                  Il Mostro - S.Bersani

Ho solo un po' di nostalgia di tutto ciò che si è perduto, dalle amicizie spensierate alle parole che non trovo più.
Vorrei andare in letargo, risvegliarmi dov'ero, sognare chi ero. Ma resta il mondo presente, con le sue solitudini immense, con le voci spezzate, le parole non dette nè scritte. E mi resta solo una cosa, gridare a quel mondo lontano, al tempo che avevo, richiamarlo indietro anche solo un minuto, poterlo riavere, lo grido con tutto il mio fiato, con tutto quello che ho dentro, ma sempre più piano, perchè è un grido che si perde nell'infinito spazio che mi separa dai 'quando' e mi precipita verso i 'perchè'.
January 27

"Scrivere d'amore anche se si fa ridere..."

Lettere d'Amore - R.Vecchioni

Fernando Pessoa chiese gli occhiali
e si addormentò
e quelli che scrivevano per lui
lo lasciarono solo
finalmente solo...
così la pioggia obliqua di Lisbona
lo abbandonò
e finalmente la finì
di fingere fogli
di fare male ai fogli...

e la finì di mascherarsi
dietro tanti nomi,
dimenticando Ophelia
per cercare un senso che non c'è
e alla fine chiederle "scusa
se ho lasciato le tue mani,
ma io dovevo solo scrivere, scrivere
e scrivere di me..."
e le lettere d'amore,
le lettere d'amore
fanno solo ridere:
le lettere d'amore
non sarebbero d'amore
se non facessero ridere;
anch'io scrivevo un tempo
lettere d'amore,
anch'io facevo ridere:
le lettere d'amore
quando c'è l'amore,
per forza fanno ridere.

E costruì un delirante universo
senza amore,
dove tutte le cose
hanno stanchezza di esistere
e spalancato dolore.

Ma gli sfuggì che il senso delle stelle
non è quello di un uomo,
e si rivide nella pena
di quel brillare inutile,
di quel brillare lontano...

e capì tardi che dentro
quel negozio di tabaccheria
c'era più vita di quanta ce ne fosse
in tutta la sua poesia;
e che invece di continuare a tormentarsi
con un mondo assurdo
basterebbe toccare il corpo di una donna,
rispondere a uno sguardo...

e scrivere d'amore,
e scrivere d'amore,
anche se si fa ridere;
anche quando la guardi,
anche mentre la perdi
quello che conta è scrivere;
e non aver paura,
non aver mai paura
di essere ridicoli:
solo chi non ha scritto mai
lettere d'amore
fa veramente ridere.

Le lettere d'amore,
le lettere d'amore,
di un amore invisibile;
le lettere d'amore
che avevo cominciato
magari senza accorgermi;
le lettere d'amore
che avevo immaginato,
ma mi facevan ridere
magari fossi in tempo
per potertele scrivere...

January 26

Apnea

Apnea.
L'orologio rotto, la parete in attesa, gli arazzi vibranti, e i sogni sulle lancette, istanti fuggenti, volano via.
Bambole sopra i divani, Lorenzo che beve il caffè, chissà cosa attende, poi le nuvole fuori, acquazzoni e pochi gradi, grandi disegni e grandi speranze. Polvere e polvere e polvere, metri di polvere e parole come dune, nei deserti della coscienza. Paura di parlare, si srotolano versi, versi come stelle, quando si tuffano dal cielo....
Bastano scintille, a costruire una fiamma ardente? Bastano scintille?
Poche volte nella vita poche gocce sulle gote, abbracci stanchi nella notte, l'arrivo, il commiato, ho saputo ricordare...
E' questo che c'è ora, questo che riesco, basteranno questo scoppio di parole, questi frammenti ardenti, queste lucciole impazzite, riusciranno ad esser stelle?
Bastano scintille?

January 24

Rapsodia

Anime sparse, come si spargono i pensieri, nel campo fertile della nostra coscienza. Una virgola di dispiacere, una perla di sudore sul viso, il ricamo di una notte, cucita sulla mia pelle, e quel bacio, l'apostrofo rosa di Rostand, l'increspatura del sorriso, l'onda delle labbra, la febbre dei sensi intensi, occhi aperti nel vuoto, il vuoto negli occhi e tutti i colori, i colori in digitale, l'alta definizione degli effetti, danze acrobatiche e sibilline, fasci di luce che investono lo sguardo, spazi lenti, spazi vuoti, distanze come molle, molle spessore del nostro tempo, profanazione di corpi come tombe, caccia suburbana, la ricerca del piacere nel lampo di un amplesso non voluto, l'ipocrisia di ogni verso, il verso inverso, la curva delle parole, l'enigmatica forma dei nostri silenzi, degli assensi, dei consensi, dei sensi vibranti, chiarore di luna che riappare e scompare, musica dalla finestra, semafori rossi, semafori viventi dondoliamo appesi nel vento, aspettando il segnale, che è in noi il segnale, e non lo vediamo il segnale, e scatta il verde, speranza opprimente e benedetta, parsimonia, ardore, partite di pallone, occhi stanchi, libri vecchi, poesie, suonare, suonare il silenzio, gong dorato che pone fine a tutto, e scende il sole come come un dono, e accecati restiamo a guardare, nella fiducia che resta del giorno a venire, che viene prima o poi, a spargerci ancora come semi in un campo, come piccole scintille di un lampo...

January 20

L'esperienza


"L'esperienza è un passaggio forte della vita quotidiana: un luogo in cui la percezione reale si raggruma in pietra miliare, ricordo e racconto. E' il momento in cui l'umano prende possesso del suo reame. Per un atttimo ne è padrone, e non servo. Fare esperienza di qualcosa significa salvarsi. Non è detto che sia sempre possibile."

       Alessandro Baricco "I Barbari"

January 18

Il Riflesso di Ieri

Molti mesi fa mi sono specchiato su queste pagine, riversando tutte le mie speranze, i sogni e le paure, tutte le cose che ho vissuto o che avrei visto, tutti i se tutti i ma, tutti i 'sarà' ed i forse. Mi sono specchiato su questo schermo nero pregando e piangendo di nostalgia, ed ecco ora, come avevo previsto, che torna ai miei occhi il riflesso di quel momento. E ha la potenza di un maglio lanciato nello stomaco, di uno schiaffo ben assestato quando lo meriti. Tempo fa mi son detto che un giorno, avrei ritrovato tutte le mie cose, tutti i miei ricordi, avrei soffiato via la polvere sopra di essi, e li avrei ritrovati, ma in un senso diverso, li avrei rivisti diversi, non come qualcosa di mio, ma qualcosa di antico che mi è appartenuto, che ha fatto parte di me, di me come ero un tempo. E' stato un silenzio dolce e ovattato quello che ha accompagnato le mie mosse fra quelle scatole, che ha guidato la mia mano sui nastri per tagliarli via. Li ho rivisti i mieli libri, solo una rapida occhiata, perché sono troppi, così tanti che quasi non ricordavo, ognuno di essi mi gridava di portarlo con me, ognuno mi rimandava ad un tempo e ad un luogo lontano e sbiadito, mi ricordavano storie, parole momenti, persone. Ogni volta che alzavo la testa da un libro e c'era qualcuno con me nella stanza, tutte le volte che entusiasta raccontavo a qualcuno quella storia appena letta, tutti i sogni che mi hanno regalato e che poi ho perduto nel profondo lago della memoria.
Le mani nere di polvere, scivolavano impacciate sulle superfici ormai ricurve per l'umidità, per quella cattività forzata nell'oscurità di una scatola. Ho sentito che erano stati miei quei libri, ma ora sono parte di ciò che ero, sono mobilio, ricordo, una vecchia foto ingiallita che ogni tanto vorrò riguardare. E' questo che sono diventati, e non c'è modo che cambi, perché io sono cambiato. Mi rendo conto della potenza di quella notte di settembre, tutta la mia vita implosa in quell'istante in cui il mio cuore ha perso un battito ed io ho fatto la mia scelta.
Non so cosa ho perso, ma sento davvero di essermi perso qualcosa lungo il cammino. Qualcosa di mio, di profondamente personale, non un libro, o un souvenir del passato, non un sogno o un desiderio mai realizzato, no, qualcosa di più profondo e radicato nel cuore, qualcosa che c'era ed improvviso è svanito. Sento che ho perso un pezzo importante, non della storia ma della comprensione della storia, non so, forse lo scoprirò un giorno, forse sarà rileggendo queste vecchie pagine, o forse guardando una vecchia foto o parlando ad un amico. Forse mi sveglierò un giorno e scoprirò cosa ho perso e allora il senso della mia vita diventerà ritrovarlo quel pezzo, ovunque esso sia. Ma sono tanti forse inanellati l'uno con l'altro come una lunga catena che mi cinge le caviglie, e non so camminare, ma solo sperare.

Ma se adesso cominciassi a stringerli bene i denti, e mi sforzassi, e sudando e gridando le rompessi queste catene... non è impossibile, solo la cosa più difficile del mondo, ma non è impossibile.
Bisogna almeno provare...

January 14

Caro Diario di Nanni Moretti

Il Cinema come Diario

'Caro Diario' di Moretti, non è che un diario vero e proprio, il cinema come diario. E' un esperimento azzardato, ma che alla fine sembra riuscire. A chi non piace? A chi non sopporta lunghi minuti di silenzio osservante, scene che sembrano ostinarsi a non finire e non avere senso, invece nascondono la vera essenza del film. Un diario del resto non raccoglie solo fatti, dialoghi e azioni, ma raccoglie prima di tutto sensazioni, e al cinema, se ti tocca di mostrarle, la cosa migliore che puoi fare è consentire allo spettatore di provarle anche lui quelle emozioni. Così il Nanni si mette sulla sua vespa e si lascia seguire per mille strade e la prima mezz'ora di film scorre così: vedi Roma nei suoi tanti quartieri, non vedi il Colosseo, l'anfiteatro, il centro storico o tutti quei palazzi che trovi in tv o nelle cartoline, vedi la quotidianità di Roma, Roma la semplice, non Roma la Grande e Antica, vedi Roma la città vuota d'Estate, vedi strade sconosciute e impersonali, che potrebbero appartenere a qualsiasi altra città e invece fanno parte della grandezza stessa della capitale. E lo seguiamo in silenzio, lui ondeggiante sulla sua vespa, quasi un unico corpo, che ogni tanto si allontana, perché va più veloce di noi, che un po' ci perdiamo, che ci fidiamo poco forse, o che semplicemente non abbiamo niente che ci leghi a quei luoghi, ma basta un po', che quelle sue strade che non conosciamo diventano le strade della nostra infanzia, i mille percorsi che sapevamo a memoria; ci sembra di essere sulla nostra vecchia moto, nella nostra vecchia auto, e allora le proviamo quelle sensazioni, le proviamo oppure no, e fa la differenza del film, è qui che il regista sceglie il suo pubblico, lo divide, lo seleziona, e già dopo i primi minuti si resta in pochi in sala, e forse questa, a pensarci bene, è una delle considerazioni più amare.
Ma non è solo questo, c'è spazio per altro, ci mostra la vita come non si trattiene più, come la tranquillità sia merce fin troppo rara anche nei luoghi più remoti, e che la televisione fa rima con ossessione, e a forza di rime tediose brucia la poesia di ogni silenzio, e resta solo una cosa da fare, non staccare la spina, ma andare dove non ci siano nemmeno spine da staccare, e forse lì, in quel luogo di primitiva follia, forse si potrà trovare un tacere sereno, la concentrazione che serve per scrivere un verso, o anche solo una buona pagina di diario.
Peccato che la calma in un posto del genere, sia una 'calma...terribile', significa forse che siamo oramai assuefatti al nostro caos quotidiano, fatto di voci, suoni, rumori, lampi, elettricità, squilli spari e tuoni, scrosci, fischi, e botti, e la vera calma, il vero silenzio ci spaventa, fa male ai timpani...
Ci scappa un sorriso.
Infine l'ultimo episodio. Dovrebbe essere il più drammatico perché parla del cancro, eppure è quello che più ci riporta nella dimensione di un film, ma pur sempre un film come diario, sia chiaro. Ma diventa cronaca, cronaca di un'Italia moderna, di una sanità scadente troppo spesso e in troppi luoghi. Medicine come caramelle, e l'universale principio, che chi fa da sé...
Insomma, il cinema che non fa mai male vedere, che ti insegna forse ad andare oltre ciò che nel film accade, e ad assaporare ciò che invece trasmette, che sia pungente ironia, amarezza, o solo nostalgia.

January 13

I Ritorni


E...

E ripasserò Rilke, Baudelaire, Eco e Rimbaud...
E ripasserò Mozart, Chopin e Beethoven
e ogni notte... ogni notte
ripasserò le poesie, scalandone i versi
e ne ritroverò le cime, da cui lanciare i miei addii
e le mie sfide.
Ritroverò le parole e le forme,
e formule e versi.
Ripasserò i pensieri e li penserò diversi.
Ripasserò i silenzi ripetendoli piano
e cantandoli al vento che vien da lontano...
Ripasserò gli sguardi schiudendo i miei occhi.
E ripasserò gli spazi, superandone immensi,
ed il tempo impiegato e tutti i rintocchi.
Ripasserò l'amore, amando mille altri nomi
ma in ogni nome il suo.
Ripasserò la sconfitta e la vittoria,
e vincerò mentendo e perderò nella gloria.
Ripasserò i talenti, cullandoli sempre,
consumandoli lenti.
Ripasserò la pazienza e l'orgoglio di avere
un pezzetto d'Oceano, la mia parte di mare,
e ne ripasserò la grandezza e la solitudine immensa.
Saprò accettare quella distanza,
e aspettare che torni, ricordare i ritorni,
la risacca e poi l'onda
l'andirivieni del Mondo sulle mie gote
ripasserò la saggezza, la passione profonda,
i baci mai dati, e tutte le note,
ripasserò i percorsi che conoscevo,
le strade che portano Altrove,
i boschi in cui mi perdevo,
e ritroverò la mia vita, cristallizzata, sotto un velo di neve.

 
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ALEXI MURDOCH lyrics
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