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Notti d'inchiostroReload April 25 Trasferimento - Arrivederci Ghismou...Aria di cambiamenti....Già da un po di tempo mi sono trasferito su un 'altra piattaforma. Speravo di poter abbellire il sito ma non è roba per me. E' tempo che Ghismou si prenda una pausa da tutto questo, non ci sono altre parole o altre storie che lui possa raccontare, non in questo momento, forse un giorno...chissà... Per ora lascio le redini del mio cuore e di ciò che resta della mia fantasia a...Belial. http://lanottedibelial.splinder.com/ La notte d'inchiostro è momentaneamente finita. Queste pagine resteranno per ricordarmi quello che sono stato e quello che posso diventare. A presto. Ghismou February 15 Nuvola d'AutunnoHo trovato questa 'canzone' o poesia tra vecchi fogli, non la ricordavo più, eppure non ha smesso di avere un senso importante. ho semplicemente pensato di postarla. Merita un posto tra i miei pensieri... Nuvola d'Autunno Nuvola d'Autunno passi su di me Io posso farcela da me... February 14 Quel mondo lontano"...Il mostro ha paura... ...Vorrebbe farsi un letargo e prova a chiudere gli occhi, ma lui sa che il letargo viene solo d'Inverno. Riapre gli occhi sul mondo, questo mondo di mostri che hanno solo due zampe, ma sono molto più mostri. E resta solo una cosa, chiamare il suo mondo lontano, lo fa con tutto il suo fiato, ma sempre più piano..." Il Mostro - S.Bersani Ho solo un po' di nostalgia di tutto ciò che si è perduto, dalle amicizie spensierate alle parole che non trovo più. Vorrei andare in letargo, risvegliarmi dov'ero, sognare chi ero. Ma resta il mondo presente, con le sue solitudini immense, con le voci spezzate, le parole non dette nè scritte. E mi resta solo una cosa, gridare a quel mondo lontano, al tempo che avevo, richiamarlo indietro anche solo un minuto, poterlo riavere, lo grido con tutto il mio fiato, con tutto quello che ho dentro, ma sempre più piano, perchè è un grido che si perde nell'infinito spazio che mi separa dai 'quando' e mi precipita verso i 'perchè'. January 27 "Scrivere d'amore anche se si fa ridere..."Lettere d'Amore - R.Vecchioni Fernando Pessoa chiese gli occhiali e si addormentò e quelli che scrivevano per lui lo lasciarono solo finalmente solo... così la pioggia obliqua di Lisbona lo abbandonò e finalmente la finì di fingere fogli di fare male ai fogli... e la finì di mascherarsi dietro tanti nomi, dimenticando Ophelia per cercare un senso che non c'è e alla fine chiederle "scusa se ho lasciato le tue mani, ma io dovevo solo scrivere, scrivere e scrivere di me..." e le lettere d'amore, le lettere d'amore fanno solo ridere: le lettere d'amore non sarebbero d'amore se non facessero ridere; anch'io scrivevo un tempo lettere d'amore, anch'io facevo ridere: le lettere d'amore quando c'è l'amore, per forza fanno ridere. E costruì un delirante universo senza amore, dove tutte le cose hanno stanchezza di esistere e spalancato dolore. Ma gli sfuggì che il senso delle stelle non è quello di un uomo, e si rivide nella pena di quel brillare inutile, di quel brillare lontano... e capì tardi che dentro quel negozio di tabaccheria c'era più vita di quanta ce ne fosse in tutta la sua poesia; e che invece di continuare a tormentarsi con un mondo assurdo basterebbe toccare il corpo di una donna, rispondere a uno sguardo... e scrivere d'amore, e scrivere d'amore, anche se si fa ridere; anche quando la guardi, anche mentre la perdi quello che conta è scrivere; e non aver paura, non aver mai paura di essere ridicoli: solo chi non ha scritto mai lettere d'amore fa veramente ridere. Le lettere d'amore, le lettere d'amore, di un amore invisibile; le lettere d'amore che avevo cominciato magari senza accorgermi; le lettere d'amore che avevo immaginato, ma mi facevan ridere magari fossi in tempo per potertele scrivere... January 26 ApneaApnea. January 24 RapsodiaAnime sparse, come si spargono i pensieri, nel campo fertile della nostra coscienza. Una virgola di dispiacere, una perla di sudore sul viso, il ricamo di una notte, cucita sulla mia pelle, e quel bacio, l'apostrofo rosa di Rostand, l'increspatura del sorriso, l'onda delle labbra, la febbre dei sensi intensi, occhi aperti nel vuoto, il vuoto negli occhi e tutti i colori, i colori in digitale, l'alta definizione degli effetti, danze acrobatiche e sibilline, fasci di luce che investono lo sguardo, spazi lenti, spazi vuoti, distanze come molle, molle spessore del nostro tempo, profanazione di corpi come tombe, caccia suburbana, la ricerca del piacere nel lampo di un amplesso non voluto, l'ipocrisia di ogni verso, il verso inverso, la curva delle parole, l'enigmatica forma dei nostri silenzi, degli assensi, dei consensi, dei sensi vibranti, chiarore di luna che riappare e scompare, musica dalla finestra, semafori rossi, semafori viventi dondoliamo appesi nel vento, aspettando il segnale, che è in noi il segnale, e non lo vediamo il segnale, e scatta il verde, speranza opprimente e benedetta, parsimonia, ardore, partite di pallone, occhi stanchi, libri vecchi, poesie, suonare, suonare il silenzio, gong dorato che pone fine a tutto, e scende il sole come come un dono, e accecati restiamo a guardare, nella fiducia che resta del giorno a venire, che viene prima o poi, a spargerci ancora come semi in un campo, come piccole scintille di un lampo... January 20 L'esperienza"L'esperienza è un passaggio forte della vita quotidiana: un luogo in cui la percezione reale si raggruma in pietra miliare, ricordo e racconto. E' il momento in cui l'umano prende possesso del suo reame. Per un atttimo ne è padrone, e non servo. Fare esperienza di qualcosa significa salvarsi. Non è detto che sia sempre possibile." Alessandro Baricco "I Barbari" January 18 Il Riflesso di IeriMolti mesi fa mi sono
specchiato su queste pagine, riversando tutte le mie speranze, i
sogni e le paure, tutte le cose che ho vissuto o che avrei visto,
tutti i se tutti i ma, tutti i 'sarà' ed i forse. Mi sono
specchiato su questo schermo nero pregando e piangendo di nostalgia,
ed ecco ora, come avevo previsto, che torna ai miei occhi il riflesso
di quel momento. E ha la potenza di un maglio lanciato nello stomaco,
di uno schiaffo ben assestato quando lo meriti. Tempo fa mi son detto
che un giorno, avrei ritrovato tutte le mie cose, tutti i miei
ricordi, avrei soffiato via la polvere sopra di essi, e li avrei
ritrovati, ma in un senso diverso, li avrei rivisti diversi, non come
qualcosa di mio, ma qualcosa di antico che mi è appartenuto,
che ha fatto parte di me, di me come ero un tempo. E' stato un
silenzio dolce e ovattato quello che ha accompagnato le mie mosse fra
quelle scatole, che ha guidato la mia mano sui nastri per tagliarli
via. Li ho rivisti i mieli libri, solo una rapida occhiata, perché
sono troppi, così tanti che quasi non ricordavo, ognuno di
essi mi gridava di portarlo con me, ognuno mi rimandava ad un tempo e
ad un luogo lontano e sbiadito, mi ricordavano storie, parole
momenti, persone. Ogni volta che alzavo la testa da un libro e c'era
qualcuno con me nella stanza, tutte le volte che entusiasta raccontavo
a qualcuno quella storia appena letta, tutti i sogni che mi hanno
regalato e che poi ho perduto nel profondo lago della memoria. Ma se adesso cominciassi
a stringerli bene i denti, e mi sforzassi, e sudando e gridando le
rompessi queste catene... non è impossibile, solo la cosa più
difficile del mondo, ma non è impossibile. January 14 Caro Diario di Nanni MorettiIl Cinema come Diario 'Caro Diario' di Moretti, non è che un diario vero e proprio, il cinema come diario. E' un esperimento azzardato, ma che alla fine sembra riuscire. A chi non piace? A chi non sopporta lunghi minuti di silenzio osservante, scene che sembrano ostinarsi a non finire e non avere senso, invece nascondono la vera essenza del film. Un diario del resto non raccoglie solo fatti, dialoghi e azioni, ma raccoglie prima di tutto sensazioni, e al cinema, se ti tocca di mostrarle, la cosa migliore che puoi fare è consentire allo spettatore di provarle anche lui quelle emozioni. Così il Nanni si mette sulla sua vespa e si lascia seguire per mille strade e la prima mezz'ora di film scorre così: vedi Roma nei suoi tanti quartieri, non vedi il Colosseo, l'anfiteatro, il centro storico o tutti quei palazzi che trovi in tv o nelle cartoline, vedi la quotidianità di Roma, Roma la semplice, non Roma la Grande e Antica, vedi Roma la città vuota d'Estate, vedi strade sconosciute e impersonali, che potrebbero appartenere a qualsiasi altra città e invece fanno parte della grandezza stessa della capitale. E lo seguiamo in silenzio, lui ondeggiante sulla sua vespa, quasi un unico corpo, che ogni tanto si allontana, perché va più veloce di noi, che un po' ci perdiamo, che ci fidiamo poco forse, o che semplicemente non abbiamo niente che ci leghi a quei luoghi, ma basta un po', che quelle sue strade che non conosciamo diventano le strade della nostra infanzia, i mille percorsi che sapevamo a memoria; ci sembra di essere sulla nostra vecchia moto, nella nostra vecchia auto, e allora le proviamo quelle sensazioni, le proviamo oppure no, e fa la differenza del film, è qui che il regista sceglie il suo pubblico, lo divide, lo seleziona, e già dopo i primi minuti si resta in pochi in sala, e forse questa, a pensarci bene, è una delle considerazioni più amare. January 13 I RitorniE... E ripasserò Rilke, Baudelaire,
Eco e Rimbaud... |
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